Trasumanar significar per verba

Divina Commedia – Paradiso, brano 1

Breve presentazione del brano

“Trasumanar significar per verba” apre il percorso del Paradiso. Dante, guidato da Beatrice, lascia progressivamente la dimensione terrena e sperimenta una trasformazione che non può essere descritta pienamente con le parole.

Il brano segue l’ascesa dal Paradiso terrestre al cielo della Luna e conduce all’incontro con Piccarda. La luce, l’ordine dell’universo e la pace delle anime diventano i temi centrali di questo primo passo nella terza cantica.

Testo

La gloria di colui che tutto move

Per l’universo penetra e risplende

In una parte più e meno altrove

Il cielo sopra il monte

Non è più quello di prima

L’aria sembra immobile

Ma tutto si trasforma

Beatrice guarda il sole

Dante guarda Beatrice

E dentro quello sguardo

Qualcosa cambia

Non sente il passo

Non sente il peso

Non vede una strada

Eppure sale

Trasumanar significar per verba

Non si poria

Però l’essemplo basti

A cui esperienza grazia serba

Oltre il corpo

Oltre il tempo

Oltre ciò che posso dire

La ragione cerca un nome

Ma la luce

Non si lascia definire

Trasumanar

Oltre l’umano

Più in alto del pensiero

Più lontano

Trasumanar

Non so dire come

Il cielo si apre

E cambia il mio nome

Non sono più soltanto

Quello che ero

La terra si allontana

La luce diventa vero

Dante si accorge

Che il mondo è ormai lontano

Una luce diversa

Avvolge ogni cosa

E domanda a Beatrice

Come può salire

Senza sentire

Il movimento

Le cose tutte quante

Hanno ordine tra loro

E questo è forma

Che l’universo a Dio fa simigliante

Ogni cosa tende

Verso ciò che le appartiene

Il fuoco verso l’alto

La pietra verso terra

Il cuore verso ciò

Che riconosce come bene

Non è il cielo

Che trascina Dante

È un desiderio

Che finalmente

Ha trovato la sua direzione

Trasumanar

Oltre l’umano

Più in alto del pensiero

Più lontano

Trasumanar

Non so dire come

Il cielo si apre

E cambia il mio nome

Non sono più soltanto

Quello che ero

La terra si allontana

La luce diventa vero

Poi la luce cambia

Non più montagna

Non più mare

Una sfera pallida

Si apre davanti

La Luna

Dante crede di entrare

In una nube

Lucida

Solida

Trasparente

Come acqua

Che riceve un raggio

Senza spezzarsi

Parev’a me che nube ne coprisse

Lucida spessa solida e pulita

Quasi adamante che lo sol ferisse

Dentro quella luce

Appaiono dei volti

Deboli dapprima

Come immagini riflesse

In un vetro

Dante si volta

Per cercare chi siano

Ma non c’è nessuno alle sue spalle

Quelle immagini

Sono anime

Anime

Luce

Memoria

Pace

Una donna sorride

Dante la riconosce

È Piccarda

Un volto appartenuto

Alla vita di Firenze

Ma qui non c’è rimpianto

Non c’è desiderio

Di un cielo più alto

I’ fui nel mondo vergine sorella

E se la mente tua ben sé riguarda

Non mi ti celerà l’esser più bella

Ma riconoscerai ch’I’ son Piccarda

Dante domanda

Non desiderate

Salire ancora?

Essere più vicini

A quella luce?

Piccarda sorride

Qui nessuno misura

La propria gioia

Con quella degli altri

La beatitudine

Non è possedere di più

È volere pienamente

Ciò che si è ricevuto

Frate

La nostra volontà quïeta

Virtù di carità

Carità

Carità

E Dante comprende

In Paradiso

Nessuno guarda verso l’alto

Con invidia

Perché essere pienamente felici

Significa non desiderare

Di essere altrove

Chiaro mi fu allor

Come ogne dove

In cielo è paradiso

Non esiste una distanza

Capace di diminuire la gioia

Non esiste un posto

Più piccolo dell’amore

Ogni luce riceve

Ogni luce restituisce

Ogni anima appartiene

Alla stessa armonia

Trasumanar

Oltre l’umano

Più in alto del pensiero

Più lontano

Trasumanar

Non so dire come

Ma qualcosa mi chiama

Oltre il mio nome

La terra è lontana

Il cielo è vicino

E ciò che sembrava impossibile

Diventa cammino

Trasumanar

Trasumanar

Non si poria

Significar per verba

Trasumanar significar per verba

Non si poria

Trasumanar

Note

Il testo alterna versi e richiami danteschi a parti moderne che ricostruiscono l’inizio del Paradiso. Il percorso parte dall’impossibilità di spiegare a parole il “trasumanare”, passa attraverso l’idea dell’ordine che regge l’universo e arriva al cielo della Luna.

L’incontro con Piccarda introduce uno dei temi fondamentali della cantica: la beatitudine non consiste nel desiderare una posizione più alta, ma nel sentirsi pienamente in armonia con ciò che si è ricevuto. Per questo il brano passa dall’ascesa individuale di Dante alla scoperta di una pace condivisa.

Significato del titolo

Il titolo riprende il verso «Trasumanar significar per verba non si poria». Dante usa il verbo “trasumanare” per indicare un’esperienza che supera la condizione umana e che il linguaggio non riesce a descrivere completamente.

Nel brano questa parola diventa il simbolo dell’ingresso nel Paradiso: il viaggio non è più soltanto uno spostamento nello spazio, ma una trasformazione dello sguardo, della conoscenza e del desiderio.

Ascolta il brano

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