La gloria di colui che tutto move

Divina Commedia – Paradiso, brano 4

Breve presentazione del brano

“La gloria di colui che tutto move” porta il viaggio nel cielo del Sole, dominato dalla luce e dalla sapienza. Intorno a Dante e Beatrice si dispongono gli spiriti sapienti, formando corone luminose.

Il sapere non viene presentato come semplice accumulo di conoscenze, ma come capacità di comprendere l’ordine del creato. Le diverse voci si armonizzano senza annullarsi, come parti di una stessa costruzione.

Testo

La gloria di colui che tutto move
Per l’universo penetra e risplende
In una parte più e meno altrove

Dante sale nel Sole

Ma qui la luce
Non nasconde le forme

Le crea

Intorno a lui
Si accendono anime

Una dopo l’altra

Come stelle
Che abbiano imparato
A muoversi insieme

Non stanno ferme

Disegnano un cerchio

Una corona viva
Di intelligenza e luce

Luce

Sapienza

Luce

Conoscenza

Io vidi più folgór vivi e vincenti
Far di noi centro e di sé far corona
Più dolci in voce che in vista lucenti

Una voce

Poi un’altra

Poi un’altra ancora

Nessuna vuole dominare

Ogni luce
Rende più luminosa
Quella che le sta accanto

La gloria di colui
Che tutto move

Penetra il mondo

Risplende

Conduce

Non c’è sapere
Che resti solo

La verità diventa luce
Quando passa
Da una mente all’altra

La gloria di colui
Che tutto move

Ci fa corona

E ci raccoglie

Una delle luci
Parla a Dante

È Tommaso d’Aquino

Filosofo

Teologo

Uomo della ragione

Ma qui la sapienza
Non è orgoglio

È servizio

Tommaso indica
Le altre anime

Alberto

Graziano

Pietro Lombardo

Salomone

Boezio

Sigieri

Voci diverse

Una sola corona

Io fui de li agni
De la santa greggia

Che Domenico mena
Per cammino

U’ ben s’impingua
Se non si vaneggia

Poi Tommaso
Non racconta se stesso

Parla di Francesco

Un domenicano
Celebra il fondatore
Dei francescani

Perché in Paradiso
La verità non appartiene
A una parte

Tra le colline d’Umbria
Nacque un uomo

Non cercò ricchezza

Non cercò potere

Scelse una donna
Che tutti evitavano

Povertà

La sposò davanti al mondo

E camminò leggero

Senza possedere
Ciò che avrebbe potuto perdere

L’un fu tutto serafico in ardore

L’altro per sapienza
In terra fue

Di cherubica luce
Uno splendore

Francesco

Ardore

Francesco

Povertà

La gloria di colui
Che tutto move

Non cerca oro

Non cerca nome

Una veste povera
Può contenere
Una luce immensa

La gloria di colui
Che tutto move

Passa nell’uomo

Quando l’uomo
Smette di possedere

Il cerchio riprende

Una seconda corona
Circonda la prima

Altre anime luminose

Un’altra voce parla

Bonaventura

Francescano

Ma non celebra Francesco

Parla di Domenico

Ancora una volta
Un uomo racconta
La grandezza dell’altro

Come se il Paradiso
Volesse insegnare

Che la sapienza vera
Non difende il proprio nome

Riconosce la luce
Dovunque appaia

Dentro vi nacque
L’amoroso drudo

De la fede cristiana
Il santo atleta

Benigno a’ suoi
E a’ nemici crudo

Domenico cerca
La verità

Francesco cerca
La povertà

Strade diverse

Stesso centro

Uno arde

Uno illumina

Uno lascia tutto

Uno combatte
Con la parola

E le due corone
Girano insieme

Nessuna è prima

Nessuna è seconda

Perché la luce
Non diminuisce
Quando viene condivisa

Sapienza

Umiltà

Povertà

Verità

Conoscere

Comprendere

Servire

Se ciò che sai
Ti rende più superbo

Non hai ancora capito

Se ciò che credi
Ti separa dagli altri

Non hai ancora visto
La corona

Dante resta al centro

Le anime ruotano

E il movimento
Diventa musica

Non una voce sola

Molte voci

Non una verità privata

Una luce
Che attraversa tutti

Più Dante comprende

Più scopre
Quanto ancora non sa

Così vid’io
La glorïosa rota

Muoversi e render voce
A voce in tempra
E in dolcezza

La gloria di colui
Che tutto move

Per l’universo penetra
E risplende

Una luce accende l’altra

Una voce chiama l’altra

La sapienza non divide

La sapienza
Fa corona

La gloria di colui
Che tutto move

Non appartiene
A chi la possiede

Passa

Risplende

Si dona

Luce

Sapienza

Umiltà

Verità

Luce

Sapienza

Umiltà

Verità

E le due corone
Continuano a girare

Come se il pensiero stesso
Avesse imparato
A danzare

Più dolci in voce
Che in vista lucenti

Significato del titolo

L’espressione «La gloria di colui che tutto move» richiama l’apertura del Paradiso e l’idea che la luce divina attraversi l’universo in forme e intensità diverse.

Nel brano la luce diventa anche immagine della conoscenza: più Dante sale, più ciò che vede supera le categorie abituali dell’esperienza umana.

Ascolta il brano

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