Dentro al ciel de la divina pace

Divina Commedia – Paradiso, brano 3

Breve presentazione del brano

“Dentro al ciel de la divina pace” conduce Dante nel cielo di Venere. Qui l’amore terreno non viene cancellato, ma trasformato: ciò che sulla terra può diventare possesso, ferita o disordine trova una nuova direzione.

Attraverso gli incontri con Carlo Martello, Cunizza e Folchetto, il brano sviluppa il tema dell’amore come forza che può confondere, ma anche maturare fino a diventare conoscenza, libertà e armonia.

Testo

Solea creder lo mondo in suo periclo
Che la bella Ciprigna il folle amore
Raggiasse volta nel terzo epiciclo

La luce cambia colore

Non più Luna
Non più Mercurio

Qui tutto è più caldo

Più vicino al desiderio
Più vicino al cuore

È il cielo di Venere

Dove l’amore terreno
Non viene cancellato

Viene trasformato

Amore che cerca

Amore che sbaglia

Amore che cambia

Amore che sale

Dentro al ciel
De la divina pace

L’amore non muore
Cambia la sua voce

Dentro al ciel
De la divina pace

Ciò che sulla terra ferisce
Qui diventa luce

Amore

Non possesso

Amore

Non catena

Amore
Che impara a salire

Una luce corre verso Dante

È Carlo Martello

Un giovane principe

Un’amicizia
Interrotta troppo presto

Assai m’amasti
E avesti ben onde

Che s’io fossi giù stato
Io ti mostrava

Di mio amor più oltre
Che le fronde

Parlano degli uomini

Dei figli diversi dai padri

Di come la natura
Non ripeta sempre se stessa

Non tutti sono nati
Per lo stesso destino

Sempre natura
Se fortuna trova
Discorde a sé

Com’ogne altra semente
Fuor di sua regïon
Fa mala prova

Il mondo sbaglia
Quando forza ogni uomo
Dentro una forma

Dà la spada
A chi dovrebbe pensare

Dà il trono
A chi non vuole governare

E poi si stupisce
Quando tutto si confonde

Dentro al ciel
De la divina pace

Ogni anima porta
Una diversa voce

Dentro al ciel
De la divina pace

Amare è anche lasciare
Che l’altro sia ciò che nasce

Amore

Non possesso

Amore

Non catena

Amore
Che riconosce l’altro

Poi viene Cunizza

Una donna che conobbe
Passione e desiderio

Ma qui non nasconde
Ciò che fu

Non rinnega il passato

Lo guarda
Da una luce diversa

D’una radice nacqui
E io e ella

Cunizza fui chiamata
E qui refulgo

Perché mi vinse
Il lume d’esta stella

Non vergogna

Non rimpianto

La storia resta

Ma non è più una prigione

Ciò che fui
Non è tutto ciò che sono

Ciò che amai
Non è tutto ciò che amo

Dentro al ciel
De la divina pace

L’amore non cancella
Trasforma ciò che tace

Dentro al ciel
De la divina pace

Anche la ferita
Può diventare luce

Un’altra luce parla

Folchetto

Poeta

Uomo di passione

Cantò l’amore terreno

Ora quella stessa forza
Ha cambiato direzione

Non però qui si pente
Ma si ride

Non de la colpa
Ch’a mente non torna

Ma del valor
Ch’ordinò e provide

Il passato non scompare

Viene compreso

La stessa energia
Che trascinava verso il basso

Ora guarda verso l’alto

L’amore può confondere

Può ferire

Può diventare dominio

Ma se impara la misura

Se riconosce l’altro

Se smette di possedere

Diventa cammino

Amor

Amor

Amor

Dante guarda Beatrice

Non è il vento
Di Paolo e Francesca

Non è una forza
Che trascina senza scelta

Qui l’amore
Non imprigiona

Purificato

Orientato

Diventa movimento

Diventa libertà

E come in fiamma favilla si vede
E come in voce voce si discerne
Quand’una è ferma e altra va e riede

Vid’io in essa luce altre lucerne
Muoversi in giro più e men correnti

Dentro al ciel
De la divina pace

L’amore non muore
Cambia la sua voce

Dentro al ciel
De la divina pace

Ciò che sulla terra divide
Qui si ricompone

Amore

Non possesso

Amore

Non catena

Amore che conosce

Amore che libera

Amore che porta più in alto

Ogni vero amore
Quando trova la sua direzione

Porta verso l’alto

Amore

Luce

Pace

Note

Il testo alterna versi e richiami danteschi a parti moderne. Il cielo di Venere diventa il luogo in cui Dante riflette sulla forza dell’amore e sulla sua possibile trasformazione.

Carlo Martello introduce il tema della diversità delle inclinazioni umane e del disordine che nasce quando la società costringe ogni persona dentro un ruolo non adatto alla propria natura. Cunizza e Folchetto mostrano invece come la passione vissuta sulla terra possa essere riletta senza negarla: il passato rimane, ma non è più una prigione.

Il ritornello insiste sull’idea centrale del brano: l’amore non viene eliminato, ma orientato. Quando smette di essere possesso e riconosce l’altro, può diventare un movimento verso l’alto.

Significato del titolo

“Dentro al ciel de la divina pace” richiama l’immagine di un cielo in cui ogni movimento trova posto nell’ordine e nella pace divina. Nel brano questa pace non significa assenza di passione, ma trasformazione della passione in una forma più libera e consapevole di amore.

Ascolta il brano

Apri il brano su YouTube – Ghigiot’s Music

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