Breve presentazione del brano
Brano visionario e onirico, costruito su immagini surreali e colori impossibili. “Erba viola” attraversa un paesaggio mentale sospeso tra sogno, allucinazione e desiderio, fino a chiudersi su una presenza intima e misteriosa.
Testo
In un mondo dove l’erba è viola
e il tramonto è verde,
la rugiada son fiocchi di rossa panna
che scendono sul mio corpo disteso sul letto.
I rumori scorrono come un fluido rosa
dentro l’aria che non sa più parlare
e la notte si piega piano sul cielo
come un cane venuto a sognare.
E io resto sdraiato
rapito a guardare
il sole splendente
che non vuole tramontare.
E resto perduto
senza sapere perché
in questo mondo impossibile
che tanto assomiglia a me.
La birra è il miele di maiali volanti,
il fumo tele di ragni ubriachi
che ballano abbracciandosi,
la mia pelle è di piuma dorata.
In mano hai il mio fiore che sfogli
petalo a petalo, senza rumore,
e dalla linfa caduta sul letto
escono mille bimbi di brillanti colori
che gattonando e ridendo salgono al sole.
E io resto sdraiato
rapito a guardare
il sole splendente
che non vuole tramontare.
E resto perduto
senza sapere perché
in questo mondo impossibile
che tanto assomiglia a me.
Forse è il sogno,
forse è il fumo,
forse è solo la mia mente incendiata
che si apre come il guscio di un cocco arenato.
Vedo il cielo respirare
ed il tempo camminare
e non so più se sto cadendo
o se sto ritornando.
Nel mondo dove l’erba è viola
anche il dolore diventa gioia,
la paura scompare e diventa una nuvola blu
e la follia mi tiene per mano.
Cammino scalzo sopra la luce
seguendo un fiume che sale nel cielo
e il sole, seduto davanti ai miei occhi,
mi guarda e sorride in silenzio.
Ora sono seduto
rapito a guardare
quel sole splendente
che non vuole tramontare.
E io resto perduto
ma non chiedo perché
in questo mondo impossibile
che vive dentro di me.
Nel mondo dove l’erba è viola
non so più chi sono.
Ma forse, per un istante,
quel sole che vedo
sei tu.
Note
“Erba viola” è un brano sospeso tra sogno e allucinazione, dove il paesaggio esterno coincide con uno stato interiore. I colori irreali, le immagini deformate e il continuo slittamento tra corpo, cielo e memoria trasformano il testo in un viaggio mentale più che narrativo.
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