Breve presentazione del brano
Brano rock teatrale, ironico e amaro, costruito come un piccolo racconto da discoteca. Il testo racconta l’illusione di una conquista amorosa davanti agli occhi degli amici, ma il finale ribalta tutto: la donna, apparentemente distante e irraggiungibile, capisce il protagonista meglio di quanto lui capisca sé stesso.
Testo
Ci sono sere in cui credi
di aver fatto una gran figura.
Poi passa il tempo
e capisci che forse
la figura l’ha fatta lei.
In una discoteca piena
di fumo, luci e vanità,
c’era lei sopra una poltrona,
regina della città.
Bionda, bella, distratta,
un sorriso da far male,
gambe accavallate piano,
occhi persi chissà dove.
I bellimbusti le giravano intorno,
chiedendole di ballare,
ma lei guardava il vuoto,
senza nessuno da cercare.
Lei era irraggiungibile,
non guardava mai nessuno,
tra muscoli e camicie aperte
sembrava aspettare qualcuno.
E io, con la faccia da niente,
dissi: “Guardate che storia,
ora vi faccio vedere io
come si entra nella gloria.”
Mi alzai piano dal tavolo,
col cuore che faceva rumore,
arrivai davanti a lei,
senza una frase d’amore.
Le feci solo un cenno,
un dito nell’aria, niente parole,
lei si alzò dalla poltrona
e venne verso me.
Mi mise le mani al collo,
la musica ci prese piano,
e tutti quanti nella sala
pensarono: “Questo è un drago.”
Io già volavo alto,
troppo alto per capire:
certe donne non le conquisti,
ti lasciano soltanto salire.
Ballammo stretti nel lento,
io sentivo il paradiso,
poi le dissi: “Usciamo fuori,
lontano da questo chiasso.”
Lei sorrise appena appena
e mi chiese piano:
“Sai la differenza
fra fare all’amore davvero,
senza paura e senza rabbia,
e giocare con la sabbia?”
Io restai senza parole,
caduto nella verità.
Lei mi guardò negli occhi
con dolcezza e crudeltà:
“Continua a giocare con la sabbia,
che per te va bene già.”
Poi mi diede un bacio lento,
prese la borsa e se ne andò,
lasciando il suo profumo
e tutto quello che non so.
Gli amici mi gridavano:
“Sei un mito, sei un campione!”
Ma io sapevo solo io
com’era andata la lezione.
Restai dentro la leggenda,
ma solo perché nessuno
aveva sentito quel gran finale.
Note
“Giocare con la sabbia” è un brano sulla vanità, sull’apparenza e sulla differenza tra ciò che gli altri vedono e ciò che accade davvero. Il protagonista crede di dominare la scena, ma viene smascherato da una donna che, con poche parole, gli toglie la maschera.
Il titolo richiama la frase decisiva del brano: una battuta crudele, ma lucidissima, che trasforma una presunta conquista in una lezione di realtà. Il tono ironico e teatrale alleggerisce il racconto, ma il finale resta amaro.
Ascolta il brano